Pertanto, Marcella mia diletta, io voglio che tu vada a Maddalo, e
prieghi grandemente la mia sorella Maddalena che voglia venire alla predica di
questo Iesu Nazareno. Ma,
figliuole mie carissime, vogliate tenere in questo mondo quello che vi bisogna
avere nell’altro, cioè amarvi insieme perfettamente, sappiendo che chi ha in
odio il suo fratello, o vero la sua sorella è omicida, e cammina per le tenebre,
e ha in odio la luce. Marta domandando in casa
la sua sorella, gli diceva e predicava le opere di Cristo, e li miracoli che lui
faceva. Iddio, e
pregando per la salute delle anime create alla imagine e similitudine di Dio, e
ricomperate del prezioso sangue dello agnello immaculato, caro suo ospite.
Sorella mia,
io voglio per ogni modo che tu venga alla predica di questo Iesu, grandissimo
profeta, il quale io credo veramente che sia il vero Messia e vero figliuolo di
Dio, perocchè il suo parlare è sopra ogni umano ingegno, e creatura umana,
secondo il mio parere non può avere tanta scienza e tanta eloquenza.
O peccatrice, sta forte, che io ti avviso che la tua
sorella ti vuole
lusingare e ingannare d’uno santo inganno. Signore, io ti priego che tu dica alla
mia
sorella che lei mi aiuti a ministrare. Marta vedendo e
sentendo tanto male dalla sua
sorella procedere! O quanta pena portava vedendo
l’anima della sua
sorella e di tanta moltitudine di uomini andare a perdizione! Marta, io mi meraviglio che tu non crepavi di dolore,
vedendo e udendo tanta iniquitade. Io ti
ringrazio,
sorella mia, di questa consolazione che mi fai.
Marta che la sua sorella era
bene innebriata di grande amore, e che secondo che si era delettata nelli
piaceri mondani e carnali, così per contrario voleva che si delettasse
maggiormente nelle cose celestiale.
La quale, poi ch’ebbe desinato, andò alla camera della
gloriosa vergine Maria, perocchè era quivi in casa sua, e quivi stava
continuamente, e con grande reverenza, dopo la debita salutazione gli disse come
la sua misera
sorella era venuta, e che gliela raccomandava.
O adunque pietosa e caritativa Marta, certo se la tua vita attiva
non fusse stata, la tua sorella diletta Maddalena, la quale significa la vita
contemplativa, nè ancora Lazzaro tuo fratello, non sarebbono convertiti,
perocchè tu fusti cagione della loro salute.
E
per tanto quasi ogni giorno riprendeva la sua
sorella Maria Maddalena, la quale
era tutta mondanaccia, ed a tutti li piaceri del mondo in tal modo si dava, che
da tutti era domandata peccatrice. Marta
fusse discesa della scala, ecco la sua carissima
sorella giunse tutta innebriata
d’amore, e tutta piangente. Dio, che dona anche all’uomo e alla donna di generare figli “a
loro immagine e somiglianza” (la similitudine divina ha dunque un carattere
naturale, che il primo uomo trasmette ai suoi discendenti). Maria lo disse al suo caro
figliuolo, insieme con la sua diletta figliuola Marta, la quale piangeva e
lacrimava per dolore ch’ella aveva della sua sorella.
Marta udendo come il suo sposo aveva perdonati li
suoi peccati alla sua sorella, si rallegrò tanto, che pareva che fusse fuori di
se medesima, e quasi pareva che il cuore gli mancasse; e lacrimando per dolcezza
descendeva della casa per andare contro alla sua carissima sorella, la quale era
mondata e lavata da ogni macula di peccato.
O poveretta e sciagurata,
come sei ingannata, perocchè ti bisognerà rendere ragione a Dio d’ogni minima
offesa che tu gli fai! Sorella mia, io vorrei che tu mi facessi tanta
grazia, che una sola volta tu venissi alla predica di Giovanni Battista, che io
spero che lui ti darà ad intendere che tu sei in male stato.
Marta, levandosi suso, andò a domandare la sua
sorella Maddalena. Signore nostro, mio fratello e mia sorella, ed io insieme con essi
abbiamo grande desiderio di parlare con voi d’alcune nostre faccende. Marta andò a trovare la sua cara sorella, la quale trovò
che era levata, e che stava in orazione, tutta bagnata di lacrime. E venendo il tempo del dormire, fu assegnata una camera alla
mansueta Marta, nella quale entrando, poi che furono partiti tutti, si puose in
orazione, ringraziando Iddio della vittoria che gli aveva data della sua
sorella, pregandolo che gli desse grazia di perseverare nella promissione che
gli aveva fatta.
Sorella mia, quando tu sarai
dinanzi a lei, gettati in ginocchioni, e ringraziata di tanto bene che t’ha
procurato, e domandagli perdonanza della tua negligenza, e poi gli proferisci
te, e la tua sustanza al suo comando; avvenga che io so che lei non vorrà che tu
stia in ginocchioni, perocchè è tanto umile, che non si potrebbe dire; ma pur
farai il tuo debito.
Sichem, il luogo della
strage compiuta dai figli di Giacobbe per la violenza fatta alla loro sorella
(cap.
Marta, carissima ospita
mia, sappi che io so come la tua
sorella è una peccatrice; ma non dubitare
niente che ancora darà tanto buono esempio al mondo, quanto ha dato cattivo. Signore, vedete come la mia
sorella vi ama,
perocchè teme che non la scacciate dalli vostri santi piedi. E queste e
simili parole dicendo l’una
all’altra, gettavano lacrime d’amore e devozione. Marta, chi potrebbe narrare o
scrivere la tua consolazione e la tua dolcezza, e il tuo gaudio che avevi,
vedendo questa tua
sorella nelli panni della umiltade, la quale la mattina avevi
ornata di tanti vani ornamenti, e di tanti diversi colori? E così vestita la innamorata
Maddalena, Marta stette insieme con lei tutto quel giorno infino alla sera,
parlandogli sempre del suo sposo e caro ospite Cristo, ed ammaestrandola che via
dovesse tenere. Quello, cioè Iddio, che ti promette di perdonare, non ti
promette già di lasciarti vivere infino alla vecchiezza; e per tanto,
sorella
mia, considera che ti bisogna morire, e non sai quando. O cavalieri nobili, e spose ferventi e dilette, fate grande festa e
letizia con meco, perocchè io ho veduto portare l’anima della mia
sorella dalli
angeli in vita eterna, e sì l’ho veduta collocare in quelle sedie della gloria
superna, e presto debbe venire per me, per conducermi dove ella è, e sempre
goderemo col nostro dilettissimo ospito. Sia laudato e benedetto e ringraziato il pietoso e
misericordioso Iddio, il quale ha convertito la mia carissima sorella, e laudato
e sopra esaltato in seculorum secula. O
sorella mia, sappi che tutte queste pene dello inferno erano
a te apparecchiate; ma perchè hai fatto penitenza, ed hai pianto il tuo peccato,
Iddio t’ha apparecchiato grandissimi premii in vita eterna. Sorella mia, io andrei volentieri alla predica, se il
nostro Signore e maestro predicasse. Sorella mia, sta di buona voglia, e non dubitare niente, che sempre mi
sarai raccomandata, e non ti verrò mai meno; pur che io sappia e possa far cosa
che ti sia grata. O stupore del mondo, o cosa ammiranda, o mutazione della mano destra di
Dio omnipotente! Tu credevi pur di fuggire, e non hai potuto; la
tua
sorella Marta t’ha ben saputo ingannare d’uno santo inganno.
Sorella mia,
io mi vergogno di andarvi, perocchè non so che dire, nè che fare, quando sarò
dinanzi a lei.
Sorella mia, sappi che la mia
letizia non procede se non dallo amore che io ti porto. Io ti ringrazio,
sorella mia, di questa
consolazione che mi fai.
Or sarebbe possibile a te, sorella mia, di
dirmi quanta gloria t’ha donata il nostro caro ospite Iesu Cristo? Iddio a quelli che lo temono
e con perfetto cuore Lo amano.
Figliuola mia; chi è questa che pare così afflitta e
umiliata? Reverendissima madre, ella è
la mia sorella, per la quale voi avete tanto pregato, che siete stata esaudita. Sta pur forte e attenta
alla predica,
sorella mia, e non temere, perocchè Iddio è misericordioso. E pur quella innamorata non si sapeva partire, tanta
dolcezza aveva trovata a quelli santissimi piedi! Va e fatti
insegnare quello che ti bisogna fare dalla tua
sorella Marta, cara mia ospita.
Sorella mia, io voglio che andiamo a visitare
la madre di Jesu Cristo.
Ma
innanzi che il Signore giungesse, Lazzaro mandò ad avvisare la sua sorella
Marta, la quale udendo come il dolce sposo dell’anima sua doveva andare a casa
sua, non sapeva tenere modo, nè che si fare, tanta era la consolazione ed il
gaudio che ella aveva.
No, no, perocchè non voglio più cattiva
compagnia, ma voglio che la mia compagnia sia seguitare il mio dolce maestro, e
la mia
sorella carissima Maria.
E pertanto la
Maddalena vedendo la sua sorella Marta, avvenga che fusse sfacciata,
nientedimeno perchè Marta era di tanta onestade e di tanta maturitade, che quasi
non si potrebbe dire, si confundettono e lei e li suoi amatori, onde tutti si
partirono confusi e sconfitti.
Dio conduce alla rivolta dell’uomo contro i
suoi simili. Sorella mia, io non desidero
altro, se non che tu deponga ogni indizio di vanitade mondana; ed incontinente
mandò a torre delli suoi vestimenti onesti, delli quali si vestì la innamorata
Maddalena.
Con percentuali simili alla tassazione dei dipendenti, muterebbe l'assetto industriale nostrano. Maddalena si puose a sedere alli
piedi del suo maestro, appresso alli quali aveva ricevuto tanta misericordia;
della quale Cristo benedetto n’aveva grande consolazione, ed a Marta sollecita
si consumava il cuore di devozione, vedendo la sua
sorella tanto devota ed
innamorata.
Guai,
guai, guai a te, sorella mia, se altra via non tieni! Era
bisogno che li vicini gli alloggiassino, li quali lo facevano volentieri per
amore di Cristo, indutti dallo esemplo della fervente Marta, pag.
Per la
qual cosa la sua sorella Marta ne piangeva e sospirava ogni giorno dinanzi a
Dio, pregandolo che gli piacesse di dargli vero conoscimento, e che la facesse
venire a penitenza.
Iesu di là dal fiume Giordano, dove voleva fare
dimora per alcuni giorni, Marta infervorata del zelo della salute dell’anima
della sua sorella, e piena di caritade, avendo fede alle parole del suo sposo
Iesu, il quale aveva detto come la sua sorella si doveva convertire, andò a
Maddalo per conducere la peccatrice alla predica.
Sorella mia, l’ora
passa, e già credo che il popolo sia congregato. Or dimmi, Sorella mia
carissima, come stai, come ti senti tu, e come hai fatto? Sorella mia dolcissima, io non stetti mai meglio,
e mai non fui tanto consolata, come sono al presente; e non conosco altro
desiderio in me, se non di fare la volontà de di Dio, e far penitenza delli miei
peccati, avvenga che il nostro misericordioso Signore me li abbia perdonati. Maddalena non
voleva vedere l’angeletta Marta, ma gli diceva ipocrita, col collo torto,
pinzocchera e
simili villanie. E tu credi che uno uomo povero e
profeta, che predica bene, mi debba far lasciare il peccato? Sorella mia, disposta sono che almeno mi facci questa grazia, che
sabbato che viene tu venga alla predica, se tu non vuoi lasciare le tue vanitadi
e li tuoi peccati; perocchè sarà pur buono esemplo a molti. Hai tu paura che il
Signore non li dica che tu vada ad aiutare la tua sorella? Signore ti escuserà, perocchè lui conosce che tu sei
cieca nello amore.
Marta e Marcella, e tutti gli altri che la
sentivano, gli avevano grande compassione, e piangevano insieme con lei
amaramente, e massimamente Marta pietosa, la quale non tanto piangeva del
dolore, quanto della allegrezza e consolazione che ella aveva, vedendo la sua
sorella essere convertita perfettamente.
E così predicando Cristo queste e
simili cose, il cuore della peccatrice era trapassato da ogni parola che lui
diceva, perocchè ogni cosa toccava a lei, la quale era piena di tutti li sette
peccati mortali. Dirai alla mia cara ospita Marta che quello che gli ho
detto, sarà; perocchè la sua
sorella si convertirà veramente a Dio, e farà
grande penitenza delli suoi peccati; sicchè molto più sarà manifesto al mondo la
sua penitenza, che non è stato il suo peccato. Non temere,
sorella mia; perocchè tu hai vinto, e li tuoi inimici si sono partiti confusi, e
da questa ora innanzi non ti tenteranno più. Marta, la quale pur non si poteva
dimenticare la sua
sorella peccatrice Maria Maddalena. Ma infra questo tempo che la
innamorata Maddalena andò a casa di Simone, la sollecita Marta andò alla camera
della sua sorella, e non trovandola, domandò quelli della contrada se l’avessino
veduta, li quali disseno che sì, e che era andata piangendo a casa di Simone
Fariseo. E dopo il desinare Marta assegnò una camera alla
sorella, nella quale dovesse andare a stare a sua posta. Marta, figliuola mia, va e domanda la tua cara
sorella. Certo,
sorella mia Marcella, ora aremo grande consolazione.
Iddio ne sia laudato, sorella mia, di tanta grazia, quanta m’ha fatta con
teco.
Cristo apparve
alla sua sorella innamorata e angelica Maddalena, manifestandogli come la voleva
remunerare delle sue opere, e come presto doveva passare di questo mondo, e
andare alla gloria di vita eterna; per la qual cosa l’angelica Maddalena n’ebbe
grande consolazione ed allegrezza.
Dina fingono di accettare questa proposta
così vantaggiosa; in realtà essi stanno macchinando una tremenda vendetta nei
confronti di chi aveva disonorato la loro sorella.
Per
la qual cosa, sorella mia, ti priego ti sia raccomandata; perocchè poco aresti
fatto procurando la conversione mia, se ancora non ti curi d’insegnarmi a ben
vivere.
Maddalena se n’andò nella sua camera, e quivi piangeva e sospirava
senza rimedio; ma Marta ritenne alcuni, di quelli suoi amici e parenti che erano
venuti con loro, acciocchè desinassino quivi, e consolassino la sua sorella.
Sorella mia, se ti fusse grato a parlare
alla gloriosa Madre di Cristo, a me parrebbe che fusse tuo onore; avvisandoti
che lei non esce mai di camera, ma sta continuamente alla orazione.
La
legge mosaica infatti, (Levitico 18,18), che pure ammette la poligamia,
proibisce infatti di prendere per moglie, una
sorella della propria moglie,
finché la prima è ancora viva. Sappi,
sorella mia, che tu mi sei più cara che
tutti li sacerdoti, e per tuo amore io farei ogni cosa che ti fusse in piacere;
e pare che tu non mi voglia vedere, e fai a me quasi come se io non fussi tua
sorella. Patriarca per accattivarsi la benevolenza del re
locale, Abimelech, presenta Sara come sua sorella. Marta non si poteva
contenere di lacrimare di dolcezza, vedendo la sua
sorella essere venuta in suo
aiutorio. Sorella mia, saria buono che andassimo a Maddalo, e che vendessimo
ogni cosa, secondo che ha consigliato il nostro maestro. Sorella
mia, se pur tu sei disposta di perseverare nelli tuoi piaceri, fammi questa
consolazione, vieni e lascia tutto il peccato a me; avvisandoti che questo
profeta che predica, è delli belli uomini che fosse mai veduto, formoso ed
elegante; per tanto se non vuoi venire per udire la predica, almeno vieni per
vagheggiarlo.
Maddalena seguitava Cristo, e ogni giorno
n’andava a casa della sua sorella Marta ad annunziargli come stava Cristo, e
dove fusse, e a togliere delle cose necessarie per Cristo e per li discepoli.
Marta figliuola mia, e Marcella; io vi raccomando la vostra
sorella
Maddalena, fategli buona compagnia. E perseverando la infervorata ed innamorata
Marta in queste e
simili laude di Dio, il cuore suo non era con seco, ma era
congiunto con lo sposo suo eterno Iddio. Non ti
curare di questo,
sorella mia, perocchè io ho speranza che venendo tu alla
predica, molto bene ne seguiterà, perocchè li tuoi amadori ti verranno drieto,
come tu dici, e il vero Messia Cristo ha tanta grazia di predicare, che forse e
tu e loro vi convertirete dal mal fare, e farete penitenza.
Maria come aveva una sorella la quale era tanto ribalda e
peccatrice, quanto poteva essere.
Marta mille anni che potesse conducere la
sua misera
sorella alla predica, si levò e andò per parlare alla peccatrice. Di
esse accettano gli usi e le consuetudini, come testimonia il comportamento di
Abramo in Egitto, che fa passare la moglie per sorella.
Onde dispuose le collane e
l’altre gioie, e in capo si puose uno panno per voler celare il suo dolore; e
tutti quelli ornamenti che lei poteva, con buon modo si levava, e la innocente
Marta gli riponeva con grande allegrezza, avvenga che non si potesse contenere
di lacrimare per compassione della sua sorella.
Signor mio, a me pare che voi
non vi curiate che la mia
sorella mi lasci ministrare sola; se vi piace, ditegli
un poco ch’ella m’aiuti.